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Io: sopravvissuto alla disoccupazione.

Buon Salve…chi non muore si rivede o, in questo caso, si rilegge.

Hey voi! So’ vivo eh! Vi eravate preoccupati, vero? Fate si con la testa…bravi!

Vi ricordate chi sono si? Fate un altro cenno con la testa…che bravi che siete oggi ragazzi! 

Dunque…facciamo finta di nulla e riprendiamo da dove eravamo rimasti…e già…perché secondo voi io me lo ricordo?!? L’ultima volta che ho scritto in cielo splendeva il sole, facevano 40° all’ombra e giravamo in maglietta. La mia assenza è stata quasi pari ad una gravidanza. Diciamo che sono andato in letargo. Vi lascio in estate e spunto a primavera bello, fresco e riposato come un fiorellino di campo!

Cosa sarà mai successo in questi mesi da giustificare la mia latitanza, vi starete tutti chiedendo. Terzo cenno con la capoccina, please…okkei…il bello o brutto, decidete voi, è che non è successo proprio nulla. Non mi andava di scrivere, non mi andava di leggere e ciao. Mi sta capitando sempre più di frequente. Prima leggevo e commentavo ma soprattutto scrivevo regolarmente e mo’ non c’è verso…che vi devo dire? Sarete brutti e antipatici, non si spiega altrimenti!

Tralasciando ‘ste stronzate. Sto riscrivendo dopo mesi e mesi. Qualcosa sarà pure accaduto, no? Ebbene si! Oltre all’habemus papam, habemus pure lavorum!!! Fate partire la fanfara, la ola e pure una standing ovation  che per l’ego fa miracoli!

Ordunque…quale magnifico, superbo, ineguagliabile modo di guadagnarmi da vivere sarò riuscito a trovare?!? Un lavoro all’ultima moda, di grido, oserei dire, il non plus ultra! Faccio lo STROZZINO! Giuro…a progetto..ma sempre strozzino sono! Ma sono uno strozzino moderno, io. Mica vengo a bussarti a casa e romperti le rotule…no, no. Me ne sto comodamente seduto in ufficio e grazie ad una sofisticatissima invenzione di ultima generazione, completa di un deliziosa pulsantiera con dei numeri, posso comunicare verbalmente con te, tenero debitore, in qualsiasi luogo ti nasconda!

Vabbeh. Lavoro in un call center. Però veramente faccio lo strozzino!!! In pratica la definizione giusta è recupero crediti…ma vuoi mettere?!? “Strozzino a progetto”. Cool!

Ovviamente tutta la questione è top secret quindi non potrei stare qui a sciorinare i segreti della top secret agenzia per la quale lavoro, però, siccome son magnanimo e gentile mi avverto di pagare le bollette della luce e del gas, altrimenti…altrimenti rimarrete senza luce e gas e vi si geleranno le chiappe e andrete a sbattere col mignolo del piede allo spigolo del muro perché starete al buio ed io, nascosto nel mio luminoso e riscaldato ufficio vi guarderò e godrò della vostra disgrazia!!!

Per finire. Lavoro da un mese ed ho già collezionato nell’ordine: un tizio che mi vuole denunciare per stalking, un certificato di morte, ed una tizia che dice di non parlare italiano perché napoletana (con tutto il rispetto per i napoletani..scusate eh…ma napoli non sta in italia?!?).

A presto con le mirabolanti avventure del vostro Strozzino a Progetto.

Forse inaugurerò una serie o una rubrica o che ne so…vediamo prima quante perle ‘sti debitori saranno in grado di offrirmi. 

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Luglio col bene che ti voglio

Buon Salve…si lo so…il titolo è miserrimo…

Il punto è che dovendo riassumere in un post gli avvenimenti di Luglio non sono riuscito a trovare un titolo adatto e mi sono affidato ai classici…sapete…così non si può sbagliare.

Detto ciò passiamo ad una breve ed intensa panoramica del mese che sta per volgere al termine…da dove inizio? Mmmmm…dall’inizio credo andrà bene e metterà d’accordo tutti!

4 Luglio: Giorno d’Indipendenza…e si eh! Ma non è per questo che ho inserito questa data…no no…anche perché, con tutto il rispetto…ma anche chissenestrafrega! Mentre oltreoceano si davano alla pazza gioia gozzovigliando come volpi in un pollaio, io sono andato a scatenarmi al Foro Italico! E perché mai, chiederete voi? Non ve lo spiego; ve lo mostro…video!

Ma questo mese non ci ha regalato solo Mannarino che, non osate contraddirmi, è stato un concerto fantastico!!! C’è chi lo definisce un menestrello da strapazzo (e se continuerai così incorrerai nelle mie ire, sappilo ;)) ma io lo trovo un grande cantautore. E’ palese che vocalmente non sia ‘sto mostro di tecnica ma ha una capacità di raccontare storie con ironia e sagacia…dote non comune, specialmente in questo momento dove nelle classifiche e nelle radio si trovano cantantucoli da una hit e via o peggio ancora da una hit fracassamaroni e non contenti una seconda hit fracassamaroni e una terza e una quarta…fino a che i maroni stessi non ce la faranno più e avverrà una rivolta di massa con lancio di maroni!

Detto questo…arriviamo al secondo concertone di Luglio, più precisamente quello del 16 Luglio…indizi? Non ve ne do manco 1…manco mezzo…manco se prostrati ai miei piedi imploranti e singhiozzanti…indi…video!

Che dire? Standing Ovation per Paolone!!! Ormai sto a quota tre concerti e devo dire che, per quanto il primo concerto mi sia piaciuto di più, forse perché la location meritava di più (House of Blues, Orlando, Florida, USA), forse perché era decisamente più  barcollante a causa dei fumi dell’alcol, devo dire che Nutini si difende sempre bene e regala delle piccole perle. Credo che a breve arriverà il nuovo album dato che ha presentato de pezzi inediti…c’è bisogno di dire che lo sto aspettando con trepidazione?

Terminata la parentesi musicale passiamo ad altro…per quest’altro avvenimento non c’è una data, o meglio, c’è ma non me la ricordo…è successo dopo il 16, scegliete un giorno voi che va bene lo stesso. Sappiate che quello che sto per narrare è un argomento delicato che va a toccare picchi di marciume indicibili…lettori avvisati…

Vorrei iniziare con “C’era una volta” ma ciò implicherebbe il fatto di dovermi dilungare per renderla una fiaba carina ma non mi va per niente, quindi saltiamo tutta la parte del reame lontano lontano, il castello, la regina stronza, la principessa fessa e arriviamo al nocciolo della questione: vi ricordate Iaia la lanciatrice di spilli da cucito? No?!? Come sarebbe a dire no?!? Fate un ripassino qui, asini!!! Ci siamo? Ok, bravi. Il punto è che l’eroina, senza macchia e senza pudore che avevamo imparato ad amare si è trasformata in una ladra!!! Non una ladra occasionale…ma una furbissima e raffinatissima furfante! Ecco la storia in breve:

Iaia la lanciatrice di spilli da cucito, impavida ed incurante del sole cocente si reca in un negozio per fare acquisti. Con la sua prontezza e sicurezza sceglie accuratamente il capo d’abbigliamento perfetto per le sue esigenze. Si reca alla cassa, paga, gironzola qualche altro minuto e con fare disinvolto esce. Si reca in un supermercato nei paraggi, acquista beni di prima necessità e si avvia verso casa…attende pazientemente il prode destriero pubblico (autobus…ma prode destriero pubblico è decisamente più figo e degno di Iaia, no?) e, finalmente arriva alla sua dimora. Cerca nella borsa le chiavi per aprire il portone e…per la barba ingiallita di Merlino!!! Poggiato sull’avambraccio a mo’ di borsetta  pendeva un indumento che Iaia non riconosceva…che avesse comprato il capo sbagliato? Controlla nella busta del negozio e…all’interno c’era il  capo giusto…quindi…quindi Iaia aveva distrattamente poggiato sul suo avambraccio un capo d’abbigliamento che non aveva pagato!!! Iaia aveva rubato!!! Per la prima volta in tutta la sua integerrima esistenza aveva compiuto un furto in piena regola!!! Amareggiata per il disonore che questo gesto avrebbe comportato, Iaia, in barba alle buone maniere rimugina tra sé e sé: “Non saranno certo che 4.00€ che li manderanno falliti…io so’ stanca, fa caldo,…vabbè…tanto ci stanno i saldi…prendi 2 paghi 1…che sarà mai?!?” Ed è con questi pensieri nella testa che inizia la vita da fuorilegge della nostra eroina preferita…

Siete rimasti scossi anche voi come me? Che vergogna! Ho una galeotta in famiglia!!!

Ok…il riassunto continua. Altro fatto…questo molto importante. Ho un amico che si è trasferito in America nel Febbraio 2009. A Giugno si è sposato! E noi l’abbiamo scoperto su Faccialibro! Detta così sembrerebbe quasi che si fosse dimenticato di avvisare..non è andata così…è andata che un giovedì s’è svegliato, ha deciso di convolare a giuste nozze e il lunedì successivo è andato in spiaggia col vestito buono e voilà…vi dichiaro marito e moglie! Essendo successo a Giugno vi starete sicuramente domandando perché abbia deciso di inserirlo nelle vicende di Luglio (fatemi contento, domandatevelo!). E’ presto detto. Il 4 Agosto ci sarà il festeggiamento in Italia, in Liguria per la precisione (anche qui, domandatevi perché venga inserito nel riassuntone di Luglio visto che festeggerà ad Agosto). Praticamente Luglio 2012 è stato segnato dall’organizzazione di questo spostamento di massa, quasi una pellegrinaggio o una migrazione. Bisogna organizzare le macchine, visto che in tempo di crisi non c’è spazio per sprechi inutili, ci schiacceremo come sardine tra un bagaglio e l’altro. Bisogna organizzare l’abbigliamento, perché è un buffet easy, quindi niente maschere da pinguini ma neanche così tanto easy da mettersi in pantaloncini e infradito. Bisogna organizzare l’alloggio, prestato da un’amica della sposa (solo per una notte), quindi ci faremo il viaggio di andata il 4 e quello di ritorno il 5. Bisogna organizzare lo spostamento dal luogo dei festeggiamenti al luogo dove sverremo in preda ad alcol e vaneggiamenti, sperando che il tragitto sia breve e che qualche anima pia non sporchi le scarpe del vicino di macchina con il cibo ingerito durante la sera (lo so fa schifo parlare di svomitazzamenti vari ma bisogna organizzare pure quelli!), bisogna organizzare il regalo perché loro non lo vogliono, ma tanto è una frase di circostanza e non c’è una lista nozze e non sappiamo dove sbattere la testa visto che, come se non bastasse, il regalo va portato in America, quindi è vietato il regalo materiale perché non saprebbero dove metterlo (io regalerei un abbraccio: è simbolico, fa piacere, è economico e non occupa spazio). Credo che l’organizzazione termini qui. Il punto è che non abbiamo ancora organizzato un emerito cippalippa e stiamo da capo a dodici (che modo di dire curioso, non trovate?)…

Luglio è quasi finito…mancano 2 giorni, se non contiamo oggi…spero non riservi sorprese…non avrei voglia si creare un post supplementare…tipo inserto del venerdì…al massimo una parola crociata! Più di questo non potrei sopportare! 

Fine.

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La Madonna si è fermata a Brindisi

Buon Salve…e fa pure un sopralluogo ogni 5 del mese!

Ad ognuno il suo dono. Il mio è quello di essere simpatico. Il suo è quello di essere un veggente. E si eh! Lui vede la Madonna. O per meglio dire, la Madonna ha deciso di scomodarsi e di fargli visita spesso e volentieri.

Chi sarà il fortunato veggente del mese? Ma si, proprio lui! Mario D’Ignazio. Ho scoperto l’esistenza di questo fantastico veggente ieri sera guardando Mistero su Italia 1. Per inciso, Zelig dovrebbe prendere spunto da questa fantastica trasmissione. Ormai io e una mia amica ci diamo appuntamento per scompisciarci dalle risate di fronte a tutte quelle baggianate. Alcune son anche robe serie ed interessanti ma la maniera in cui vengono trattate è a dir poco ilare: c’è da rotolarsi a terra dalle risate!!!

Comunque…torniamo al discorso principale. Questo è ciò che ho visto io: un ragazzo vede una luce tra i rami di un ulivo e, perdincibacco, quella luce non può che essere il volto della Vergine Maria! E si eh! non possono esserci altre spiegazioni! Inoltre gli vengono delle stigmate proprio mentre la telecamera di Mistero sta riprendendo, perdindirindina, è un miracolo, non c’è altra spiegazione. Inoltre la Madonna gli ha rivelato dei segreti che, mi spiace per voi, sono segreti e gli ha detto di non poterli rivelare, acciderboli, chia fa la spia non è figlio di Maria! Non si fa eh! 

Ed ora questo è quello che ognuno di voi può tranquillamente reperire su Internet:

Immagino si sia capito che io sia un po’ di parte (e non dalla sua) ma lungi da me voler inculcare il mio pensiero ad altre testoline pensanti…il punto cruciale al quale voglio arrivare è proprio questo…PENSARE. Non riesco a capire come un gregge così folto di individui con una testa creda fermamente a ‘sta messa in scena senza porsi domande. Un po’ di critica, per favore! Basta con ‘sta storia dell’atto di fede! Abbiamo una mente? Usiamola? A me sta bene che tu, un tu chiunque, creda in Dio…ma spiegami il perché! O meglio: spiegatelo!

Mettimi alla prova. Come io non posso dimostrare che il tuo Dio non esiste, te non puoi certo dimostrare il contrario. Almeno io so perché non ci credo. Ma te sai perché ci credi?

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Lavoro, burle ed Anatemi

Buon Salve…modalità Anatema Fulminante…

Dopo tanta assenza torno in questo blog infuriato ed indispettito come un serpente con i sonagli stonati!

C’ho tanto di quell’acido nel mio corpicino che il terreno fuma sotto i miei passi! Perché mai? E’ presto detto…

Giovedì mi arriva una telefonata: la commercialista che lavora in ufficio da mia madre con tanta gentilezza ed ingenuità, sentendo una pubblicità alla radio di una ditta che cerca personale per una nuova filiale, si appunta il numero di telefono e me lo da. Che carina. Poverina, lei era ignara della presa per i fondelli alla quale mi avrebbe mandato incontro.

Io, ancor più ingenuo e fiducioso, telefono. Mi fissano un colloquio per il giorno dopo, alle 11.30. Ippipurrà!

Il luogo è impervio e sperduto (zona Tor Vergata e da casa mia è un viaggio) e per arrivarci ci impiego quasi 2 ore con i mezzi: 1 autobus, tutta la linea A della metro che son tipo 20 fermate e poi un altro autobus…ma per lavoro questo ed altro, no?!? Faccio amicizia sul secondo autobus con una coatta molto simpatica e con tanto bisogno di lavorare…la tensione fortunatamente si alleggerisce un po’…arrivo, contento, angosciato, emozionato, sudato, trafelato e pure in tiro! Ci accomodiamo in un salotto stile ikea bianco, immacolato e con uno schermo piatto con MTV a palla…figo…tranne che le orchidee finte avevano ancora il cartellino col prezzo…ma vabbè…già questo sarebbe dovuto essere un indizio importantissimo!!!😉

Arriva il momento del colloquio…allora…non sarò un esperto, però solitamente i colloqui non dovrebbero durare più di 5 minuti?!? Le domande: superficiali e per nulla utili. Le informazioni sulla ditta: superficiale e per nulla utili. L’unica cosa che pareva chiara era la splendida ipotesi di un’assunzione a tempo INDETERMINATO dopo uno stage RETRIBUITO di 1 mese. Mi da appuntamento a lunedì mattina alle ore 8.30 per una giornata di training con i supervisori per decidere se il sogno dello stage sarebbe potuto diventare finalemnte realtà! Tipo concorso di bellezza: Stepho, per te il viaggio di Mister Stage continua! Intontito da queste visioni, scemo come un paguro, non faccio troppe domande…passiamo ai ringraziamenti di rito, convenevoli, buon weekend, un bacio ai pupi e bla bla bla…

Ritorno a casa, chiacchiero con Tizio, Caio e Sempronio e qualcosa non quadra…sia Tizio che Caio che Sempronio si dimostrano un po’ scettici sulla questione INDETERMINATO, visti i tempi…iniziano a farmi domande, alle quali non riesco a rispondere e mi ficcano nell’orecchio quella stramaledettissima pulce. Indi…inizio a cercare informazioni su questa famosa e, a detta del tipo che mi ha fatto il colloquio, affermatissima azienda…il risultato…una strabeata mazza!!! Il NULLA!!! Riesco ad imbattermi in qualche pagina in tedesco ma niente…questa fighissima Melk Service non sembra esistere…qualcosa proprio non va…ma…altolà..qualcosa trovo (troviamo, ad onor del vero, anche la mia mamma non era molto convinta e si è data da fare! Dovrebbero assumerla alla CIA)…m’imbatto in un articolo di blog che parla proprio di questo—> CLICK …non è la stessa azienda ma l’iter è identico!!! Quella volpe di mia madre invece è stata più brava: ha trovato un forum che parla proprio del Gruppo Melk…eccolo QUA!

Per tutti quei pigroni che non hanno voluto leggere i link facci un brevissimo sunto! Ci stanno prendendo per il c**o!!!

Ed ora il sunto un po’ meno sunto: ti attirano con la scusa di una carriera e di un lavoro assicurati e poi ti fregano facendoti fare il venditore porta a porta che, per inciso, non c’è nulla di male ma se avessi voluto intraprendere quel tipo di carriera sarei andato alla Folletto, così mi madre avrebbe avuto degli sconti! ( mi sembra anche il minimo, santa donna!)

Il nocciolo della questione è: brutti mangiapane a tradimento che lucrate sulla ricerca di un lavoro specialmente in questo periodo storico…andatevene a ‘FANCULO!!! Ho letto nei commenti persone che asseriscono di trovarsi bene in quelle aziende…bene…andate a ‘fanculo pure voi. Ho letto commenti del tipo: “Se ti lamenti evidentemente non hai voglia di lavorare!”…io ho voglia di lavorare ed ho anche voglia di sapere che tipo di figura professionale richiedi quando fai un colloquio, non di essere messo in una macchina e portato chissà dove a fare lo schiavo porta a porta (che poi, non credo sia totalmente legale…non è rapimento?) ed ho anche tanta ma proprio tanta voglia di mandare a ‘fanculo pure te, ignorante succube dell’ignoranza!

Per concludere avrei anche tanta voglia di andare lunedì mattina al training a sventolare in faccia a quei mentecatti burloni tutto quello che ho trovato (e stampato) ma dovrei svegliarmi alle 5.30 e non si meritano che perda il sonno! Mi auguro che alle 8.30 di lunedì mattina, quando non risponderò al loro merdosissimo appello, mi telefoneranno così che io possa augurargli un dissanguamento anale e delle emorroidi croniche proprio mentre staranno seduti in macchina a trasportare sventurati a fare toc toc di casa in casa! Questo è tutto! :) 

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Battle Royale

Buon Salve…ci uccideremo l’uno con l’altro…

Questo potrebbe essere un sintetico riassunto della trama del romanzo pulp di Koushun Takami, Battle Royale. Ecco la trama:

Ci troviamo nella Repubblica della Grande Asia dell’Est. Anno 1997. Diciamo che più che di una Repubblica parliamo uno stato tirannico. Il sistema totalitario di Governo, basato sul terrore e sulla censura, ogni anno indice un “gioco”: il Programma. Il gioco prevede che gli alunni di una terza media vengano prelevati durante la consueta gita scolastica e trasferiti in un luogo segreto. Ad ogni alunno (21 ragazzi e 21 ragazze) sarà applicato un collare che, oltre ad avere la funzione di localizzatore, servirà anche per far desistere gli sventurati studenti da ogni intento di fuga o di sabotaggio: Cerca di fuggire? Il collare esplode. Cerchi di manometterlo? Il collare esplode. Oltrepassi zone dichiarate off limits? Il collare esplode. Se nell’arco di 24 ore nessuno muore? Il collare esplode. I giocatori avranno 3 giorni di tempo per massacrarsi a vicenda con ogni mezzo. Ne resterà solo uno…in caso contrario…il collare esploderà.

In questo contesto distopico e terribile seguiamo le vicende di questi 42 malcapitati che volenti o nolenti diventeranno man mano carnefici e vittime. I personaggi sono tracciati con fredda maestria. Ognuno di  loro dovrà partecipare a questo gioco la massacro traendo forza dalle proprie esperienze ed attitudini. Dovranno muoversi in un territorio sconosciuto popolato da ipotetici nemici. Dietro ad ogni fruscio, ad ogni suono, ad ogni respiro potrebbe nascondersi un nemico. Di chi fidarsi? Con chi e se allearsi? 

Durante la lettura delle oltre 600 pagine veniamo catapultati in fughe al cardiopalma, duelli sanguinari, momenti di riflessione toccanti, ribellioni accorate e colpi di scena che si susseguono senza sosta e che ci condurranno, mortalmente, verso l’atto finale. Non si potrà semplicemente mettere il segnalibro per poi riprendere la lettura il giorno seguente. Si dovrà sapere. Quanti ne moriranno ora? Come? Perché? Rimarrete stupiti dalla tenacia, dalla disperazione e dalla crudeltà insita in questi 42 adolescenti costretti a confrontarsi con il modo spietato degli adulti. Consigliato fortemente per appassionati del genere. Sconsigliato fortemente a stomaci deboli.

Inoltre, i più appassionati potranno andare a ricercare il manga, i film e i videogiochi tratti da questa storia. 

Ed ora qualche pensiero personale: non ero a conoscenza di questo libro prima di imbattermi in un una trilogia: Hunger Games di Suzanne Collins (della quale ho parlato in questo post). Leggendo vari commenti sull’autrice in molti la “accusavano” di scopiazzatura bella e buona. Incuriosito da queste malelingue ho voluto approfondire la questione e..che dire? Le malelingue erano ben informate! Cambiando alcune questioni politiche , dinamiche del gioco, mettendoci un pochino di romance e rendendo il tutto più appetibile ai lettori occidentali, la Collins ha creato una trilogia che deve molto alla storia di Takami. Che dire? Buona lettura!

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Rosatinta e la perfida Donna Pilona.

Buon Salve…think pink…

Anche oggi ho una favola per voi. Vi ricordate la Principessa Giovanna dello scorso post? (clicca qui per rinfrescarti la memoria) Bene…un’altra principessa sta per far breccia nei vostri cuori: Rosatinta.

C’era una volta in un magico condominio una bellissima bambina di nome Rosa. Come tutte le bambine amava giocare con le sue bambole ed indossare i gioielli della mamma. Ma le cose che più la divertivano erano dipingere e scrivere poesie. Nel magico condominio, però, viveva anche una perfida signora: Donna Pilona. La perfida signora aveva tante “figlie”, una più carina dell’altra e per pavoneggiarsi metteva a disposizione le belle “figliole” a chiunque avesse avuto l’ardire di ammirarle. Nessuna delle allegre “figlie”, però, era bella quanto Rosa. La perfida Donna Pilona, verde d’invidia, architettò un astuto piano per distruggere l’avvenenza della bella bimba. Con l’inganno, la invitò per un caffè. Ad insaputa dell’ingenua Rosa, Donna Pilona, stregò la bevanda. La bimba, ignara, felice ed onorata di poter bere il caffè nelle splendide stanze di Donna Pilona accettò l’invito. Entrò nell’abitazione della megera e si accomodò. Sedute attorno al tavolo del salone c’erano le allegre ed indispettite “figlie” che, osservandola con sguardi malefici, già pregustavano il momento fatale!

Con fare mellifluo Donna Pilona versò il caffè incantato in una tazzina rosa…l’unica tazzina rosa. Tutte le altre tazzine erano bianche per permettere alle stupide ed allegre “figlie” di non avvelenarsi accidentalmente. La bimba guardò la tazzina rosa e, divertita dalla similitudine col suo nome, la prese e bevve soddisfatta.

In men che non si dica Rosa svenne e fu trasportata dalle “figlie” nel suo piccolo e variopinto appartamento; seguita dalle malefiche e sguaiate risa della perfida Donna Pilona.

Rosa dormì serena fin al sorgere del sole del mattino seguente. Si alzò dal letto leggermente stanca e un po’ intontita. Non riusciva a mettere bene a fuoco i dettagli…le sembrava tutto un po’ più piccolo e…come dire…non riusciva a capire…le cose sembravano più in basso. Andò in cucina a preparare  la colazione. Nell’attesa si recò in bagno e le sembrava che lo specchio fosse stato spostato durante la notte…le sembrava più basso. Si stropiccio gli occhi e cercò di rimirarsi meglio…c’era qualcosa che non andava…non poteva essere lo specchio quello appeso di fronte a lei; sicuramente era un quadro…ed anche particolarmente brutto. Ne aveva dipinti così tanti ma non ricordava di aver creato una cosa così grottesca…però…perché avrebbe appeso un quadro di cui non ricordava l’esistenza e verso il quale nutriva una certa ripugnanza? Guardò con più attenzione e…per la bacchetta arrugginita della fata turchina!!! L’immagine si mosse!!! Non era un quadro! Era uno specchio e l’immagine riflessa era la sua: un volto vecchio, rugoso, cadente e con i capelli arruffati! Quale misero destino si prospettava di fronte a Rosa…lei, bella e piccola bimba intrappolata tra le rughe di una anziana signora! Purtroppo solo l’aspetto fisico di Rosa era invecchiato. La sua mente era rimasta quella di una bimba innocente ed ingenua che voleva solo giocare con le bambole e indossare abiti e gioielli da grande e dipingere e scrivere poesie e…e nulla di tutto ciò cambiò…

Passarono gli anni. La perfida Donna Pilona soddisfatta della sua malignità accolse sempre più “figlie” al suo capezzale. Ormai l’avvenenza della giovane Rosa non esisteva più e nessuna poteva rivaleggiare con le “figlie”. Le collane di perle della perfida Donna Pilona si moltiplicarono, come i gioielli e i vestiti chic.

La povera Rosa col tempo impazzì. La casa, un tempo, graziosa e variopinta ingrigì. La sua voce mutò in una cantilena che si trascinava lungo le rampe delle scale. L’unico tocco di rosa rimasto a ricordare al mondo l’esistenza di una giovane bimba si trovava nelle ciocche dei suoi capelli, colorati con il mascara, cosa che le valse l’ingrato nomignolo di Rosatinta. Il baratro della pazzia era ad un passo. Non venne nessun principe a salvarla dalla sua prigionia. Non esistono vecchie principesse nelle favole.

Purtroppo per Rosatinta, Donna Pilona cominciava ad annoiarsi. Il sortilegio era stato un successo, ma la vista di quella povera disgraziata non la soddisfaceva  più. Donna Pilona mirava più in alto. Voleva vedere Rosatinta privata del bene più prezioso che le fosse rimasto: la voglia di giocare. Come fare? Decise che per toglierla definitivamente dalla circolazione bisognava cacciarla dal condominio! Una volta sola per le strade, Rosatinta non avrebbe avuto più voglia di giocare e scherzare e dipingere e scrivere quelle stupide poesie. Sarebbe morta per la disperazione!!!

Donna Pilona indisse una riunione alla quale parteciparono tutti gli abitanti del condominio. A gran voce cercò di convincere il resto degli astanti della pericolosità di Rosatinta per il benessere della comunità. Era un disonore per il buon nome del condominio, urlò inferocita!

I condomini rimasero ammutoliti, terrorizzati da tanta furia e disprezzo e non ebbero il coraggio di affrontare la perfidia di Donna Pilona. Sembrava arrivato il momento per Rosatinta di uscire di scena ma…improvvisamente una piccola donna, conosciuta come Iaia la lanciatrice di spilli da cucito, balzò sulla sedia e con l’indice puntato contro Donna Pilona le scagliò contro un incantesimo: Disonorevole ce sarai vecchia baldracca…te e quell’altre zoccole! Ce lo sanno tutti che casa tua è un via vai de puttanieri! Vergognate!!!

La perfida Donna Pilona ammutolì e si pietrificò! Nulla potevano i suoi arcani poteri contro l’anatema fulminante di Iaia la lanciatrice di spilli da cucito! Gli innumerevoli giri di perle saltarono in aria e rotolarono a terra facendo finire col culo all’aria le “figlie” accorse in aiuto di Donna Pilona. Le calze si smagliarono mettendo in mostra le vene varicose, la piega perfetta si scompigliò mettendo in mostra la ricrescita sapientemente nascosta, il trucco si sfaldò rendendo ancor più mostruoso il suo volto terrorizzato! Fu la disfatta di Donna Pilona che perse “figlie”, ricchezza e quell’aura di atavico terrore che le permise di tiranneggiare per anni e anni.

Non tutte le favole hanno un lieto fine…neanche i poteri di Iaia la lanciatrice di spilli da cucito potevano disfare l’incantesimo lanciato su Rosatinta…purtroppo la vecchia bambina si arrese e continuò a vivere nei panni di una vecchietta un po’ suonata, coi capelli rosa tinti dal mascara e con i gioielli della madre avvolti attorno al collo…la si può trovare però in giardino camminare lentamente con lo sguardo perso nel vuoto mentre dedica una poesia ad un uccellino di passaggio oppure mentre offre un sorriso colmo di gentilezza ad un ragazzo che le tiene aperto il portone del condominio. Un sorriso un po’ triste ma che non chiede nulla in cambio.

In ordine di apparizione:

Rosatinta: non credo servano altre parole per descrivere questa stramba, dolce vecchietta che in segno di riconoscenza portò a Iaia la lanciatrice di spilli da cucito una confezione di zucchero quando la sua salvatrice, ammalata, non era andata a fare la spesa. Ps: ha ancora i capelli tinti col mascara!

Donna Pilona: Attualmente si è rimessa un po’ in sesto. Un po’ meno agghindata e un po’ meno strappona…ma comunque sempre una grandissima s*****a!

Le “figlie”: Il numero è un po’ diminuito…mettiamola così…qualcuna è ancora fedele alla perfida Donna Pilona!

Iaia la lanciatrice di spilli da cucito: E chi l’ammazza?!? Lo ammetto…nel mio sangue scorre un po’ del suo sangue…quindi…occhio ragazzi!😉

Ragazzo che tiene il portone del condominio: Gode di ottima salute…in fondo non ha molto di cui preoccuparsi con una zia come Iaia la lanciatrice di spilli da cucito!

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Giovanna e il pennello incantato

Buon Salve…favole moderne…

Una nuova saga si staglia all’orizzonte! Più ammuffita de l’armadio di Narnia, più vagabonda della dorata Bussola, più mortale dell’Avada Kedavra e più insulsa delle seghe mentali di Bella Swan! Cosa sarà mai?!? Andiamo a scoprirlo insieme!

C’era una volta una dolce pulzella di nome Giovanna. L’innocente ed ingenua fanciulla era vittima di un sortilegio: prigioniera in un’immensa magione dal numero indefinito e variabile di stanze, corridoi e bagni; la povera Giovanna non avrebbe conosciuto più la parola libertà finché ogni pomello, serratura, cardine, lampadario o chiodo non fosse stato splendido, splendente, lindo e pinto, accecante ed abbagliante.

Giovanna si impegnava, puliva, spazzava, lucidava e passava la cera. La magione, però, era incantata. Per ogni maniglia lucidata apparivano due nuove porte con maniglie unte, bisunte ed incrostate. Giovanna era allo stremo delle forze ma lo sconforto non riusciva ad insinuarsi nel suo cuore puro e tenace.

La regina della magione, una frustrata tardona, tutta merletti, giri di perle e botulino, rivedeva in Giovanna sé stessa: una candida ragazza che, un tempo, si prostrava ai piedi del padrone e lucidava con vigore. Mossa a compassione, decise che il momento di redimersi dalle proprie nefandezze fosse giunto e, lontano dagli occhi del padrone, confidò a Giovanna un segreto: all’interno della magione erano nascosti dei magici utensili. Erano tre! Assemblandoli, Giovanna, avrebbe spezzato l’incantesimo della magione…le porte non si sarebbero più moltiplicate e la ragazza sarebbe riuscita a fuggire dalla prigione stregata.

Con l’aiuto provvidenziale della tardona tutti e tre i magici utensili furono ritrovati: un pennello, un secchiello ed una magica vernice. Giovanna e la regina passarono ore, giorni a verniciare! Ogni oggetto, colpito dalla magica vernice tornava come nuovo, riappropiandosi dell’antico splendore! La libertà era sempre più vicina ma, un giorno, le due donne, intente nel verniciare una gabbia sadomaso, non si resero conto di come il tempo, inesorabilmente, passasse e non si accorsero del rientro del padrone, un uomo orribile, viscido, doppiogiochista, perverso ed ammiccante che, tradiva la regina ormai da tempo e che costringeva la povera Giovanna ad indossare una ridicola divisa da pornosguattera.

In quel momento, però, i magici utensili, così potenti ed efficaci si dimostrarono inutili!

Un potere più grande, antico e sempre attuale corse in aiuto delle due sventurate: il potere della GNOCCA!

La regina, vedendo arrivare il padrone, un attimo prima che l’inevitabile si compisse formulò le magche parole: “Tira più un pelo di f**a che un carro di buoi!”

L’incanto avvolse il padrone che, vinto dai più bassi istinti non si rese conto che le due donne fossero in possesso dei magici utensili ma si concentrò solo sulle chiappe  di Giovanna e sull’ipotesi di una robina a tre!

Giovanna a quel punto, riuscì a raggiungere il cancello ma, solo allora, si accorse che anche il cancello era stregato! Povera Giovanna! La libertà era da un passo da lei!

Come risolvere la situazione?!? La regina, accortasi dell’accaduto lanciò un secondo incanto sull’ignobile e bavoso padrone facendolo scomparire e trasformandolo in una voce fuori campo! A quel punto anche la divisa da pornosguattera di Giovanna scomparve! Al suo posto apparve una divisa da pornocarwasher! La regina, inoltre inviò due poderosi maschioni in soccorso di Giovanna che riuscì ad abbattere il terribile incanto del cancello e conquistò la libertà danzando e cantando come in ogni lieto fine disney!!!

Primo trailer

Secondo trailer

Ci tengo a sottolineare che questa non diventerà una rubrica fissa, visto che i diritti sui post dedicati alla pubblicità se li è già presi Roberto®.

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